domenica 18 gennaio 2015

COFFERATI SBATTE LA PORTA. MAURIZIO LA VEDE COSI'


LA BATTAGLIA PER LA PAGNOTTA


Ormai la politica è diventata barbarie. Una volta il terreno di scontro era la visione quasi teologica dei diversi sistemi politico/economici, con le loro ricadute sulla libertà d'impresa o sul dirigismo centralizzato. Poi, venuti meno gli ideali dei grandi sistemi cosmici, almeno in Italia, si è passati all'assalto dei forzieri. E se la malavita comune prese d'assalto le banche, quella politica mirò senza mezzi termini ai forzieri istituzionali. La torta è rappresentata dagli 800 miliardi di euro della spesa pubblica annuale. Ecco perchè, a livello periferico, la battaglia è così cruenta. Ecco perchè i 
" trombati " non la mandano giù e affogano i loro dispiaceri nel MAALOX !



IL CASO COFFERATI NON E’ PERSONALE, E’ POLITICO. OCCASIONE PER UNA FORTE UNITA’ DELLA SINISTRA

a cura di maurizio aversa
Breve commento.
mizioaveIl primo punto restato in ombra (solo per la serietà di Sergio Cofferati che non ha strumentalizzato con vittimismo) è che prima e durante la campagna e lo svolgimento delle “primarie” in Liguria, Sergio Cofferati e il suo stretto collaboratore sono stati oggetto di minacce mafiose. Quindi, già c’è materia in abbondanza per far comprendere come lo strumento “primarie” sia ormai finito, se mai abbia avuto una giustificazione politica!
Inoltre, sempre su questo, sarebbe saggio, da parte di qualunque dirigenza nazionale di una struttura politica, commissariare e risolvere politicamente (al di là dell’efficacia e del risultato, un po’ come è stato per il metodo su Roma, dopo la scoperta di Mafia Capitale) la materia calda delle elezioni regionali in Liguria. Ma tanto il PD, ormai non più partito di sinistra, non farà nulla di tutto ciò. Anzi, provvederà ad aprire ulteriormente a destra la propria collocazione politica (coalizione con NCD di Alfano).
Il secondo punto è che occorre dare risposte alla scelta di Cofferati di lasciare (da sinistra) il PD. Col giudizio preciso e netto che gli fa dire, appunto, che il PD non è più un partito di sinistra. Ebbene, tocca ai comunisti della Liguria valutare e decidere. In via coerente si può anche pensare di chiamare a raccolta le forze a sinistra del PD, alternative alla politica del PD – qui l’intreccio tra le politiche regionali e nazionale ed europea è abbastanza stretto – per proporre una coalizione che contrasti la destra e la coalizione del PD. Con Cofferati candidato presidente? Lo valuteranno, se Sergio Cofferati si rende disponibile, sia le forze che vorranno scegliere questa chiamata unitaria a sinistra, sia, in primo luogo, i comunisti che sono diventati, oggettivamente, i soggetti qualificanti di questa eventuale scelta.
Il terzo punto è la caratterizzazione delle liste di sostegno eventuale a tale scelta di coalizione alternativa. Sarebbe bene che i comunisti si presentassero uniti in una unica lista. Ma se per valutazioni differenti, si volessero calcare esperienze elettorali con l’assenza del simbolo dei comunisti, del lavoro, della storia della sinistra, credo che i Comunisti Italiani, dovrebbero fare in modo di garantire la visibilità della proposta e delle idee comuniste anche attraverso una lista PCdI.
LA NOTA CHE SEGUE E’ QUELLA DIFFUSA DAL PARTITO COMUNISTA D’ITALIA – FEDERAZIONE DI GENOVA
Sergio Cofferati
Sergio Cofferati
La notizia riportata dall’ANSA, fonte assai autorevole, ci lascia allibiti e fortemente preoccupati.
Andrea Contini, portavoce di Sergio Cofferati durante la campagna delle primarie PD che hanno visto la sconfitta dell’ex segretario generale CGIL, si è visto recapitare a casa una serie di lettere minatorie contenenti santini elettorali con la scritta “Prima te, dopo lui”.
Lo stile è quello mafioso e su questo indagherà la Questura. Ed è molto apprezzabile la scelta di non strumentalizzare la vicenda a fini elettoralistici, comunicandola ai mezzi di informazione a urne chiuse, nonostante quello della criminalità organizzata sia un cancro che si sta ramificando in Liguria.
Restano, però, aperti molti interrogativi. Che senso ha esasperare esageratamente il clima della campagna elettorale per quella che è, secondo la legislazione italiana, una consultazione “privata”, anche in considerazione dei molteplici casi “dubbi” segnalati sul territorio? Come vengono stabilite le regole delle primarie e, soprattutto, come si controlla sul rispetto delle stesse? Che valore politico può avere, per un partito politico, il continuo frazionamento e ricomponimento? Ma soprattutto, che garanzie può avere il cittadino elettore, indipendentemente da quelle che possono essere le sue scelte in buona fede, in termini di trasparenza, onestà, affidabilità, correttezza e rappresentatività quando va a votare per le primarie?
La nostra scelta – per alcuni di noi dolorosa e sofferta – di non partecipare alle primarie si è rivelata corretta. Non ci piace lo strumento, ma soprattutto non ci piacciono i modi con cui questo strumento viene adoperato. La selezione dei dirigenti e dei candidati non può essere minacciata da troppi fattori esterni. La politica non è spettacolo, si va a decidere della vita delle persone.
In conclusione, vogliamo esprimere la nostra solidarietà ad Andrea Contini e Sergio Cofferati, così come avremmo fatto, e ci auguriamo di non dover mai fare, nei confronti di qualsiasi altro candidato e chiediamo con tutte le nostre forze che cardine di ogni programma elettorale per le prossime regionali sia la questione morale, così come declinata da Enrico Berlinguer.
Partito Comunista d’Italia, Federazione di Genova


QUESTO UN BREVISSIMO COMMENTO DI PAOLO FERRERO:
l'abbraccio sul palco di Oliviero Diliberto e Paolo Ferrero
Oliviero Diliberto e Paolo Ferrero sul palco di una manifestazione della sinistra a Roma
Sergio ‪#‎Cofferati‬ ha annunciato la sua uscita dal PD. Nel salutare positivamente questa scelta e nel manifestare la mia solidarietà a Sergio Cofferati, mi pare giusto sottolineare come non si tratti solo di una fatto individuale ma di un fatto politico, che segue lo sciopero generale e segnala la crisi del PD e la frattura tra questo e il movimento dei lavoratori. Con ogni evidenza il PD di Renzi è irriformabile e non ha nulla a che vedere con la sinistra. Anche per questo è necessario costruire oggi in Italia una sinistra antiliberista che possa diventare il motore della costruzione dell’alternativa alle politiche di austerità. Oggi, a Bologna, siamo riuniti nell’assemblea de L’Altra Europa con Tsipras – che ha salutato con un applauso la notizia dell’uscita dal PD di Cofferati – proprio per avanzare la proposta di costruire insieme una sinistra unita e alternativa al PD e al neoliberismo.

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