martedì 29 maggio 2012

Via Spaccalecoppe : hanno fatto un'altra " pecionata " !



POSSIBILE NON SI CHIEDANO PERCHE' NON NE FANNO UNA FATTA BENE ?



Via SPACCALECOPPE, già Via Regina Margherita, segue il copione che è poi quello di questa e della precedente Amministrazione.

Mettono le telecamere di sicurezza a Villa Torlonia ....... e non funzionano. 

Installano i varchi della ZTL........... e non sono attivi.

Mettono in sicurezza VILLA SCIARRA......... ed è tutto aperto.

Fanno i lavori all' ANTICA CANTINA........ ed il problema rimane.

Potrei continuare a iosa. Ma poichè le immagini valgono di più d'ogni parola, ho girato alcuni spot. Anche perchè, " girando " in quella via, mi sono imbattuto in uno " sceriffo " in attività di controllo. Tranquilli.... non era l'assessore e neppure 






lunedì 28 maggio 2012

L'OPPOSIZIONE FRASCATANA PRENDA ESEMPIO DAL X MUNICIPIO. SCENDA IN PIAZZA FRA LA GENTE


SE LA MONTAGNA NON VA DA MAOMETTO, MAOMETTO VADA ALLA MONTAGNA


Visto che i BOLSCEVICI e i loro sudditi in consiglio comunale privano il corpo elettorale della TRASPARENZA sempre tanto propagandata e sempre più negata
NON CONSENTENDO LIBERE RIPRESE AUDIOVISIVE DEI LAVORI IN CONSIGLIO COMUNALE

Visto che anche a PALERMO, culla e capitale della MAFIA,  gli iscritti al PARTITO DEMOCRATICO si
ribellano alla pretesa dei CACICCHI locali di svolgere a PORTE CHIUSE l' ASSEMBLEA REGIONALE DEL PD  con all'ordine del giorno la  MOZIONE DI SFIDUCIA  contro il  SEGRETARIO REGIONALE PD  GIUSEPPE LUPO


se non sapete come fare.............

sia consentito un suggerimento.


FATE COME AL X MUNICIPIO ! 

ABBIATE IL CORAGGIO DI SCENDERE IN PIAZZA PER PORTARE LA VERITA' FRA LA GENTE. NON CON I MANIFESTI.....

DI PERSONA ! 



forum  X   municipio

Dopo la manifestazione del 5 maggio contro la vendita di ACEA di seguito l'appello di


CINECITTA' BENE COMUNE
 per un'assemblea pubblica sul bilancio comunale.

TENIAMO SOTT'OCCHIO IL BILANCIO DISASTROSO DELLA GIUNTA ALEMANNO
MOBILITIAMOCI CONTRO I TAGLI AI SERVIZI, L’AUMENTO DELLE TASSE, LA PRIVATIZZAZIONE ULTERIORE DI ACEA


http://www.youreporter.it/video_Congresso_Regionale_PD_a_Palermo_2_IN_STREAMING

http://www.youreporter.it/video_Congresso_Regionale_PD_a_Palermo_3_IN_STREAMING

http://www.youreporter.it/video_Congresso_Regionale_PD_a_Palermo_4_IN_STREAMING

http://www.youreporter.it/video_Congresso_Regionale_PD_a_Palermo_5_IN_STREAMING


Previsto a PORTE CHIUSE ha scatenato l'IRA degli iscritti. RIAMMESSI stampa, televisioni e bloggers.

Resiste la sacca BOLSCEVICA che governa FRASCATI.

 ONORE AGLI ISCRITTI AL PD SICILIANO.

Nella regione della MAFIA la trasparenza c'è.........a FRASCATI regna l' OMERTA'

Contro l'OSCURANTISMO dei BOLSCEVICI

POPOLO DI FRASCATI MOBILITATI per

LIBERE VIDEORIPRESE in CONSIGLIO

COMUNALE !


http://www.youreporter.it/video_PALERMO_-_CONGRESSO_REGIONALE_PARTITO_DEMOCRATICO_6


http://www.youreporter.it/video_PALERMO_-_CONGRESSO_REGIONALE_PARTITO_DEMOCRATICO_7

http://www.youreporter.it/video_PALERMO_-_CONGRESSO_REGIONALE_PARTITO_DEMOCRATICO_8


MA NON FINISCE QUI.

LA STORIA CONTINUA

domenica 27 maggio 2012

BREAKING NEWS



PALERMO - SOLLEVAZIONE NEL PD


Nel capoluogo siciliano si tiene oggi l'ASSEMBLEA REGIONALE del PD. All'odg la mozione di sfiducia contro il segretario regionale GIUSEPPE LUPO. La notizia che l'assemblea si sarebbe tenuta a PORTE CHIUSE ha scatenato la protesta degli iscritti. Subito si è dovuto procedere all'ammissione della stampa, delle televisioni e dei bloggers.

Sempre più isolata nel PD la posizione dei BOLSCEVICI FRASCATANI guidati da FRANCO POSA. 



BERLINO - MERKEL SOTTO SCHIAFFO

Nonostante il premier MONTI, UNTO DELLA CASTA, si sbracci nell'affermare che l'EUROPA è pronta per gli EUROBOND, l'introduzione di questo strumento finanziario è dubbia. Per la ratifica, infatti, la MERKEL avrebbe bisogno del voto favorevole di 2/3 del parlamento tedesco. E quei numeri Angelina non li ha !

ECCO IL PIANO SEGRETO DELLA CRICCA NASCOSTA DIETRO LA MERKEL: affamare l'EUROPA, uscire dall'euro, ricomprare il meglio con il SUPERMARCO del IV REICHT


ALLA FINE SARA' LA GRANDE GERMANIA A TORNARE AL MARCO



L'EUROPA mai nata sta vivendo i suoi ultimi giorni. L'agonia potrà durare un anno, forse tre, forse cinque anni, ma il destino è segnato. La causa principale sta nel differenziale qualitativo fra la POLITICA che la concepì e che ne mosse le prime sequenze ideologiche e  l'attuale politica chiamata a definirla come sistema. A parte questa determinante ragione, è il progetto perseguito a fare acqua. Il voler comporre un unicum di realtà così diverse per tradizioni, singola forza economica, religioni, storia e senso filosofico dello stato, con l'aggiunta  della scarsa qualità dei panettieri non può che produrre qualcosa di difficilmente commestibile. Date le premesse, voglio esaminare alcuni accadimenti. 

La caduta del MURO DI BERLINO, da tutti salutata come una radiosa primavera (  vedremo a breve i risultati delle primavere nord-africane), ed il successivo default politico ed economico dell'URSS si sono poi rivelati come la caduta dell'ultima malta che teneva assieme le singolarità statali europee ed occidentali.

Io ricordo bene quei primi anni 90 in cui anche i piccoli imprenditori di paese volavano a Mosca per fare affari. Le immense distese arboree in primis erano il nuovo ELDORADO verso il quale guardare; complici , secundis, i piaceri collaterali che un paese ridotto allo stremo poteva lautamente offrire. I paesi dell'est europeo offrivano già allora manodopera ad un decimo del costo italiano, senza i vincoli italiani sulla fiscalità e sui diritti dei lavoratori. Qualche imprenditore più avveduto mi parlava delle sue visite in quelle realtà, delle infrastrutture carenti, delle linee elettriche inconsistenti e quindi incapaci di servire una industrializzazione dei luoghi. Paesi da evitare.Tale era il divario oggettivo dopo 50 anni dalla fine dell'ultimo conflitto bellico che molti si ritrassero, magari dopo qualche truffa subita.

Diverso il discorso per la GRANDE GERMANIA. Ancorchè distrutta più della RUSSIA e dell'ITALIA, ancorchè vessata dalle riparazioni belliche verso i vincitori, la GERMANIA rimise subito in esercizio la sua potenza industriale. E di questa diversa impostazione genetica si ebbe evidenza alla caduta del MURO di BERLINO, quando ai tedeschi occidentali fu evidente cosa fosse stato il comunismo. Visitando oggi  Berlino, la BERLINO unificata, non si può che essere colpiti dallo status attuale dei luoghi;  luoghi che le molte foto  di 20 anni fa ora esposte nei vari musei del ricordo  mostravano tali e quali alle foto di 30 anni prima. Tale era Berlino est nel 1989, quasi uguale alla Berlino del 1950 .  

Si potrà anche dire che ricostruire sulle macerie è facile. Che non avendo una storia  come ROMA o FIRENZE o come altre mille città italiane è pressochè raro imbattersi nei tesori storici di cui l'Italia è depositaria. Tutto vero; BERLINO ma anche il resto della Germania è stata ridisegnata su un foglio bianco. Quindi strade larghe, piazze ariose, alberi, parchi e quant'altro.

Di questo status i tedeschi hanno consapevolezza come pure della  forza del loro lavoro, della qualità dei loro prodotti, del senso delle istituzioni e della consapevolezza di essere UN POPOLO

Certo, anche a loro può accadere d'imbattersi in una guida incerta ed ondivaga come ANGELA MERKEL; non sarebbe la prima volta, ma non sarebbero neppure gli unici ! Nel Parlamento tedesco però, e nelle istituzioni, non albergano indagati, rinviati a giudizio e truffatori; lì ci si dimette per un compito copiato. E questo conta e fa differenza.


EURO BENE/MALEDETTO


Sotto un profilo strettamente industriale l'introduzione dell'euro come moneta unica dell'area è stato motivo di grande soddisfazione. Eliminando il rischio valutario piccole e grandi imprese, importatori di materie prime ed esportatori di manufatti hanno avuto la certezza di fondamentali componenti economiche di costo e di ricavo. Tralascio la comodità per i singoli cittadini dell'uso di una comune moneta e la caduta delle frontiere doganali.

Le BANCHE, al contrario, se hanno potuto per un verso contare su una più stabile capacità previsionale dei costi produttivi dei loro clienti affidati, hanno visto per altro verso prosciugata una fonte di commissioni; quelle appunto derivanti dalle negoziazione sui cambi. Questo è stato uno dei driver più potenti per accelerare la globalizzazione, ma anche per la ricerca di altre fonti di profitto come le armi di distruzione finanziaria di massa : I DERIVATI. E che le modalità di questa accelerazione, che il modus di accedere a nuovi mercati per paesi emergenti sia avvenuto in maniera assurda questo non è altro che un errore politico dei guidatori.

E parlo delle modalità che hanno aperto le porte dell'EUROPA e del mondo occidentale alla CINA, all'INDIA, in genere ai paesi dell'estremo oriente senza alcun vaglio ammessi a scaricare merci sui nostri mercati. Nessuno ha pensato ai divari esistenti, alla vistosa disparità dei vincoli economici e fiscali presenti nel mondo occidentale, dei diritti esistenti per quella componente essenziale del processo produttivo : IL LAVORO.

In questo contesto,  in EUROPA a parità di valuta corrente ed in presenza di regole più o meno simili, la sfida e la vittoria hanno un solo nome : PRODUTTIVITA' 

 Ma la PRODUTTIVITA' altro non è che una sommatoria di componenti attinenti alla produzione. Vi concorrono le infrastrutture, la burocrazia, il sistema giudiziario, la certezza del diritto, la leggerezza o la voracità fiscale, il costo dello STATO. Un sistema gravato da complessità parassitarie che si scaricano sulla fiscalità conduce alla necessità di richiedere continui aumenti delle buste paga.  Questo nell' Italia degli anni 70 fu risolto con la scala mobile; meccanismo che se da una parte assicurava alla forza lavoro il mantenimento del potere d'acquisto e quindi il sostegno al consumo dei beni prodotti, dall'altra parte, in assenza di virtuosismo nella gestione della finanza pubblica, poneva le basi per la perdita di competitività.

Una volta a ciò si poneva rimedio con la svalutazione della moneta. I prezzi delle merci da esportare divenivano nuovamente competitivi, le fabbriche continuavano a produrre, licenziamenti e chiusure di aziende erano fatti di poco conto, quasi fisiologici.

L'EURO OGGI E' UNA CATENA  di cui beneficia  solo lo stato che ha in se, nel suo sistema, una forte PRODUTTIVITA'. Oggi l'unico stato che in ciò eccelle è la GERMANIA. La sua durezza e la sua prepotenza le permettono di vendere armi alla GRECIA FALLITA e d'imporre norme di bilancio a stati che vivono nella illegalità diffusa ed istituzionale come l'Italia. Tutto ciò, entro certi limiti, è corretto. Ma il modus ed il quantum sono importanti. Attuare politiche economiche restrittive in tempi di recessione è semplicemente da pazzi. Se la MERKEL fosse stata una statista e non fosse stata, al contrario, in cerca di rivincite verso madre natura, avrebbe chiesto tagli della spesa pubblica, snellimento della burocrazia e facezie simili. Per avere esempio dei danni provocati dalle impostazioni economiche berlinesi basta osservare cosa avviene in Grecia ed è in fieri in Italia. Lì la rivoluzione è realtà, qui MESSER MONTI  e la sua banda ci stanno regalando miseria, chiusura delle fabbiche e terrorismo.

 Questo stato dell'arte però ha permesso alla GERMANIA, e a chi da dietro le quinte dirige l'orchestra,  di crescere mentre gli altri retrocedevano; di fare lo shopping delle migliori aziende europee disponibili. Ma per quanto ancora ?  Il vento sta cambiando anche se FRAU ANGELA non se n'è ancora accorta. Se ne sono accorti i tedeschi che su 11 consultazioni elettorali l'hanno bocciata 11 volte. Quando di si dice un popolo consapevole e quando invece si ha di fronte un POPOLO BUE !

Menti raffinate sono al lavoro. Alla fine la GRECIA resterà nell'euro, insieme al resto della truppa, a fare da zavorra e ad affondare l'EUROPA.

Ad uscire, questo è il piano, sarà la GRANDE GERMANIA. E col SUPER MARCO farà shopping alla grande. Altro che le dracme, alla DEUTCHBANK stanno stampando i marchi. Nel mentre, i politicanti decadenti hanno altro cui pensare. Loro pensano al bottino da spartire, il POPOLO BUE pensa alle poesie e al campionato di calcio; entrambi non s'accorgono che stanno precipitando nel burrone. 


PASSI CARRABILI " A RASO " : se vi chiedono soldi è una truffa. E se li avete versati.....fateveli ridare !

 

Mi si chiede da più parti di evidenziare questo articolo editato  venerdì 20 gennaio 2012

Lo ripropongo in data odierna





In difesa del POPOLO BUE




Non sono soggetti a tassa o tariffa i passi carrabili a raso


La Corte di Cassazione con la sentenza n. 16733/2007 ha ribadito che non sono soggetti a tassa o tariffa i c.d. “passi a raso”.


La Suprema Corte ha stabilito che il passo a raso, cioè senza taglio di marciapiede, listoni delimitativi o altre opere, “non determina un’occupazione visibile del suolo pubblico”, dato che “manca qualsiasi opera o manufatto realizzato su suolo pubblico”, e che “non presenta interruzioni sul marciapiede o modifiche del piano stradale che permettano, al proprietario dell’accesso, una posizione ed un uso diverso del marciapiede da quello di cui può fruire tutta la collettività”.


L’articolo 44 del Decreto Legislativo n.507/1993 definisce i passi carrabili “quei manufatti costituiti generalmente da listoni di pietra o altro materiale o da appositi intervalli lasciati nei marciapiedi o, comunque, da una modifica del piano stradale intesa a facilitare l’accesso dei veicoli alla proprietà privata”. Se non c’è alcuna di queste opere, la tassazione degli accessi a raso comporterebbe l’assoggettamento ad un onere tributario del diritto di accesso alla proprietà privata !!!






Alcuni Comuni hanno pensato di aggirare l’ostacolo grazie a quanto sancito dall’articolo 22 del Codice della strada, il quale ha stabilito che “i passi carrabili devono essere individuati con l’apposito segnale, previa autorizzazione dell’ente proprietario della strada”, nel nostro caso il Comune. L’articolo 46 del regolamento del Codice della strada (D.P.R. n. 495/1992) aveva pure ribadito che il “passo carrabile deve essere segnalato mediante l’apposito segnale”, cioè il cartello di divieto di sosta, per il quale si deve pagare un canone annuo. Tali norme sono apparentemente in contrasto con la non tassabilità dei passi a raso, ma non dimentichiamoci che per passo carrabile si intende sempre quello definito dal Decreto Legislativo n. 507/1993, ovvero con manufatti o interruzione del marciapiede.


Pertanto i passi a raso continuano ad essere esclusi sia dalla tassa che dal segnale a pagamento, tanto è vero che l’articolo 36 del D.P.R. n. 610/1996 ha successivamente modificato il regolamento del Codice della Strada, stabilendo che nei passi a raso il divieto di sosta e il relativo cartello sono subordinati alla richiesta del proprietario.


Per chi vuol consultare il regolamento comunale per il rilascio delle concessioni e per l’applicazione del canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche, approvato, nonostante il nostro voto contrario, nel Consiglio Comunale del 30/4/2010 ecco il link.


ALTRI DOCUMENTI DA CONSULTARE:


Ris. Min. finanze 26 novembre 1997, n. 225/E


Artt. 52 e 63 D. L.vo 446/1997


Circ. Ministero dell’Economia e Finanze (importante pag.5)


"Illegittima la tassa sui passi carrai a raso"
L'esponente del Pdl, Annamaria Terenziani: "Lo dice la Cassazione"

Reggio Emilia, 3 luglio 2011 - IL NUOVO SALASSO è in arrivo. Prende corpo, a piccoli passi. Dopo la decisione dell’amministrazione comunale di tornare a tassare i passi carrai, domani approda in Consiglio la modifica del Regolamento per il rilascio delle concessioni e per l’apllicazione del canone per l’occupazione di spazi e aree pubbliche. Sulle tariffe sarà la Giunta a esprimersi e l’entrata in vigore del salasso non è ancora stata stabilita, in attesa del censimento per l’individuazione di tutti i passi carrai. Al momento si sa solo che in centro si pagherà più che in periferia. Ma le polemiche infiammano già. E dopo le critiche rivolte al Comune nei giorni scorsi dalla Lega, è la consigliera comunale Annamaria Terenziani (Pdl) a dichiarare illegittima la tassa sui passi carrai a raso: «La Corte di Cassazione — spiega — già con la sentenza 16733/2007 ha ribadito che non sono soggetti a tassa o tariffa i passi a raso. La Suprema Corte ha stabilito che il passo a raso, cioè senza taglio di marciapiede, listoni delimitativi o altre opere, “non determina un’occupazione visibile del suolo pubblico”, dato che “manca qualsiasi opera o manufatto realizzato su suolo pubblico”, e che “non presenta interruzioni sul marciapiede o modifiche del piano stradale che permettano, al proprietario dell’accesso, una posizione ed un uso diverso del marciapiede da quello di cui può fruire tutta la collettività”».


L’ARTICOLO 44 del decreto legislativo 507/1993 definisce i passi carrabili «quei manufatti costituiti generalmente da listoni di pietra o altro materiale o da appositi intervalli lasciati nei marciapiedi o, comunque, da una modifica del piano stradale intesa a facilitare l’accesso dei veicoli alla proprietà privata». «In mancanza di alcuna di queste opere - attacca la Terenziani - la tassazione degli accessi a raso si trasforma in una tassa per entrare in casa propria. Il Comune pensa di aggirare l’ostacolo grazie a quanto sancito dall’articolo 22 del Codice della strada, il quale ha stabilito che “i passi carrabili devono essere individuati con l’apposito segnale, previa autorizzazione dell’ente proprietario della strada”, ovvero il Comune. L’articolo 46 del regolamento del Codice della strada (decreto del presidente della Repubblica 495/1992) aveva pure ribadito che il “passo carrabile deve essere segnalato mediante l’apposito segnale”, cioè il cartello di divieto di sosta, per il quale si deve pagare un canone annuo».


PER L’ESPONENTE DEL PDL, «tali norme sono apparentemente in contrasto con la non tassabilità dei passi a raso, ma non dimentichiamoci che per passo carrabile si intende sempre quello definito dal decreto legislativo 507/1993, ovvero con manufatti o interruzione del marciapiede». Pertanto, continua la consigliera, « i passi a raso continuano ad essere esclusi sia dalla tassa che dal segnale a pagamento, tanto è vero che l’articolo 36 del decreto del presidente della Repubblica 610/1996 ha successivamente modificato il regolamento del Codice della strada, stabilendo che nei passi a raso il divieto di sosta e il relativo cartello sono subordinati alla richiesta del proprietario. Tassa che tra l’altro, quando l’immobile è oggetto di locazione, è posto a carico degli inquilini». A Tal proposito, il Regolamento comunale prevede che, per i passi carrai a servizio di aree condominiali, il pagamento del canone è imputato è richiesto direttamente all’amministratore, al quale spetta poi la ripartizione tra i proprietari dell’area comune.


INOLTRE, si legge nel documento che domani arriverà in Sala del Tricolore, non sono soggetti al pagamento del canone i passi carrai dello Stato, delle Regioni, delle Province, dei Comuni e loro Consorzi, degli enti religiosi, degli enti non commerciali e delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale. Altro punto, questo, destinato a far discutere. «Purtroppo - scuote la testa la Terenziani - quando il Comune vuole fare cassa tocca sempre agli immobili subire nuovi balzelli. Così l’Amministrazione si appresta a far approvare in Consiglio una tassa che colpirà tutti gli immobili che hanno un affaccio sulla pubblica via e dalla quale il Comune conta di ricavare un milione e 800mila euro».


E ancora ............ http://www.consumatori.it/index.php?Itemid=96&id=236&option=com_content&task=view




Truffa sui passi carrabili a raso


Per la tassa o tariffa sui passi carrabili bisognerebbe denunciare per abuso di potere ed estorsione tutti i sindaci che fanno i furbi per racimolare un pò di soldi in più ed alimentare le ruberie pubbliche, intasando di lavoro anche i giudici. La Corte di Cassazione è dovuta intervenire ancora una volta sui passi carrabili a raso (sentenza n. 16733/2007) per ribadire che non sono soggetti a tassa (o tariffa: neanche si sa bene che natura abbia, cambia da Comune a Comune). La suprema Corte ha stabilito ancora una volta che il passo a raso, cioé senza taglio di marciapiede, listoni delimitativi o altre opere, “non determina un’occupazione visibile del suolo pubblico”, dato che “manca qualsiasi opera o manufatto realizzato su suolo pubblico”, e che “non presenta interruzioni sul marciapiede o modifiche del piano stradale che permettano, al proprietario dell’accesso, una posizione ed un uso diverso del marciapiede da quello di cui può fruire tutta la collettività”.
Purtroppo i cittadini nulla sanno di norme e sentenze e quindi pagano. Bisognerebbe denunciare per abuso di potere, estorsione e truffa anche i Vigili urbani che girano per far pagare la tassa agli ignari cittadini, ben sapendo che si chiama TOSAP, ovvero tassa di occupazione suolo ed aree pubbliche, quindi se non c’è occupazione non c’è neanche tassa. Infatti, l’articolo 44 del decreto legislativo n. 507/1993 definisce i passi carrabili “quei manufatti costituiti generalmente da listoni di pietra o altro materiale o da appositi intervalli lasciati nei marciapiedi o, comunque, da una modifica del piano stradale intesa a facilitare l’accesso dei veicoli alla proprietà privata”. Se non c’è alcuna di queste opere, la tassazione degli accessi a raso comporterebbe l’assoggettamento ad un onere tributario del diritto di accesso alla proprietà privata, che dal punto di vista giuridico è una follia.
Senonché i Comuni hanno pensato di aggirare l’ostacolo con l’articolo 22 del Codice della strada, il quale ha stabilito che “i passi carrabili devono essere individuati con l’apposito segnale, previa autorizzazione dell’ente proprietario” della strada, che è quasi sempre il Comune. L’articolo 46 del regolamento del Codice della strada (DPR n. 495/1992) aveva pure ribadito che il “passo carrabile deve essere segnalato mediante l’apposito segnale”, cioè il cartello di divieto di sosta, per il quale si deve pagare un canone annuo. Tali norme sono apparentemente in contrasto con la non tassabilità dei passi a raso, ma in realtà per passo carrabile si intende sempre quello definito dal decreto legislativo n. 507/1993, ovvero con manufatti o interruzione del marciapiede. I passi a raso continuano ad essere esclusi sia dalla tassa sia dal segnale a pagamento, tanto è vero che l'articolo 36 del DPR n. 610/1996 ha successivamente modificato la norma del regolamento del Codice della strada, stabilendo che nei passi a raso il divieto di sosta e il relativo cartello sono subordinati alla richiesta del proprietario.
Per aggirare ulteriormente anche questa norma, alcuni Comuni hanno pensato a una furbata, sguinzagliando i Vigili urbani che fanno firmare ai proprietari dei passi a raso una “richiesta di regolarizzazione” del passo che praticamente è una semplice richiesta del cartello di divieto di sosta, dietro pagamento del relativo canone. Presso a poco è un imbroglio fatto da una autorità pubblica, dal momento che il proprietario del passo a raso non sa e tanto meno non viene informato che potrebbe rifiutarsi di firmare la “richiesta di regolarizzazione”.


Autore: Unione Nazionale Consumatori
Data: febbraio 2008

FESTA DELLO SPORT DELLE SCUOLE A FRASCATI



INIZIATIVA DEGNA DI LODE



Il motto sia

FATE SPORT, MA NON FATE COME CERTI SPORTIVI

Sempre più spesso il mondo sportivo è afflitto da

TRUFFE E RAGGIRI

Doping, partite truccate e corruzione sono purtroppo la piaga nello sport dei nostri giorni. Nello sport si vince e si perde, ma la correttezza deve essere il modus comportamentale.

SEMPRE !

sabato 26 maggio 2012

STREAMING : la parola che ipnotizza. Ennesima turlupinatura per i frascatani


CASO DA MANUALE DI TRUFFA CON RAGGIRO  AI  FRASCATANI




Streaming - Wikipedia

it.wikipedia.org/wiki/Streaming
In telecomunicazioni il termine streaming identifica un flusso di dati audio/video trasmessi da una sorgente a una o più destinazioni tramite una rete telematica.

Nel paese che vede una ventina di telecamere di sicurezza destinate ad essere perennemente spente, nel paese che ha speso 230.000 euro per installare 3 varchi ZTL da anni inattivi, proporre  lo STREAMING per le riprese dei lavori in Consiglio Comunale equivale a , passatemi il termine altrimenti qualcuno potrebbe non capire , " PRENDERE ANCORA PER IL CULO IL POPOLO BUE ".  E' una TRUFFA CON RAGGIRO !

http://www.youreporter.it/video_Le_opere_a_meta_del_regime_1

http://www.youreporter.it/video_Villa_Torlonia_ecco_perche_e_vietato_fotografare

Ma non finisce qui. Perchè quando il consigliere MARIO GORI, che bene o male nel mondo dello spettacolo ci lavora, spiega in termini tecnici cosa presuma impiantare lo STREAMING ..... cala il silenzio nella confusa MAGGIORANZA BOLSCEVICA.

" C'è un progetto, c'è un preventivo, quanto costa, dove reperirete le risorse ? "  Domande ovvie se si pensa alle telcamere di sicurezza elettorali che fanno inutile mostra di se a VILLA TORLONIA, alla FONTANA MONUMENTALE SOTTO LA PASSEGGIATA e a VILLA SCIARRA.

SILENZIO ASSOLUTO !

E allora, questo REGOLAMENTO ILLIBERALE E FARLOCCO una volta votato quando ci avrebbe consegnato la trasparenza a mezzo STREAMINGMAI dico io.

Ma per loro va bene così. Per la MAGGIORANZA BOLSCEVICA RADIOCOMANDATA  l'importante è che il POPOLO non sappia. Per il resto.....VA TUTTO BENE MADAMA LA MARCHESA.

Ma non finisce qui. La storia continua !

http://www.youreporter.it/video_Irreale_intervista_sotto_TEATRO_MARCONI