giovedì 29 ottobre 2009

Buongiorno Italia

Pd, il messaggio di Veltroni a Bersani
«Un suicidio rifluire nel socialismo»



L'ex leader: «Impensabile coalizione con Udc e sinistra radicale. Serve vocazione maggioritaria». Il neo-segretario da Di Pietro: «Non saremo al No Cav day»



Pd, coltellata di Veltroni: "Socialismo? Suicidio"
L'ex segretario non nega un'accoglienza "tagliente" a Bersani che ha appena annunciato alleanze possibili con Udc e sinistra: "No a grandi coalizioni o a posizioni di sinistra: è un suicidio". Ma assicura: "Io non farò correnti"


La sapete l'ultima? Ora Bersani rispolvera Prodi E Rutelli lascia: "Per noi un tragitto differente"


Tutto riposto in cantina. Come si fa, passata l’Epifania, con le decorazioni di Natale e le statuine del presepe. Con Pierluigi Bersani finiscono in cantina «lo spirito di Obama» (che quel vanitoso furbetto d’un Franceschini intendeva render addirittura tangibile scegliendosi, per vice, l’italo congolese Jean Touadi), in cantina il cambiamento, il voltar pagina, il futuro migliore e diverso, il serracchianesimo, cioè la «ventata d’aria fresca» che avrebbero dovuto alitare i giovani rappresentati da quella simpatica patatona d’una Debora Serracchiani. Marcia indietro. Si torna all’antico, si pesca nell’antiquariato. Si riciccia la balena rossa, il mucchio selvaggio con i Bertinotti e i Pecoraro Scanio, la voglia di comunismo («Avrei difficoltà a stare in un partito dove la parola socialismo fosse un tabù», sono state le prime parole del neosegretario del Piddì, intendendo egli il socialismo non quello di Turati, ma quello «scientifico» di Carlo Marx), il centralismo democratico, le tessere e dunque lo strapotere di chi ne è padrone, quei galantuomini di Antonio Bassolino e Agazio Loiero in testa.





E a coronamento di questo mesto amarcord, a marchio, a sigillo della fuga all’indietro, Bersani - «il più genuino rappresentante del riformismo emiliano» - chiama o meglio invoca quell’ectoplasma di Romano Prodi a presiedere il Partito democratico.















Rimangono sempre i PRESTATORI di ULTIMA ISTANZA













E LE TRUPPE CAMMELLATE


















The Financial Time


Norway raises interest rate
First European monetary tightening since downturn


Risalgono i tassi in Norvegia

Higher interest rates
Published: October 28 2009 09:25 | Last updated: October 28 2009 16:08

The past year has seen an unprecedented monetary stimulus unleashed on the world – although it is not quite true that we have never been here before. In 1990, in response to the savings and loan crisis, Alan Greenspan cut rates, committed to keeping them low, and freely supplied funds to US banks. Such policies are common to today’s quantitative easing programs – although, as Andrew Hunt Economics notes, they were not called QE at the time. It was, perhaps, half QE.

The result was a familiar “melt-up”. Banks borrowed from the Federal Reserve at 3 per cent, and bought longer-dated Treasuries that yielded twice as much. Thus recapitalised, they created further liquidity, engendering a rapid financial recovery. Equity markets soared, bond yields dropped, and emerging markets boomed. Recovery in the real economy followed three years after.

Brent 76.07 76.10 19:33:33
Light Sweet 77.59 77.62 19:33:38


Cambi EUR USD GBP CHF JPY
1 Euro - 1,4736 0,8984 1,5110 133,5300
1 Dollaro US 0,6786 - 0,6097 1,0254 90,6200
1 Sterlina 1,1139 1,6416 - 1,6838 148,7700
1 CHF 0,6613 0,9748 0,5943 - 88,3600
100 Yen Jap. 0,7489 1,0990 0,6730 1,1311 -


Tassi 360 gg
EONIA O/N 0,34
EURIBOR 1W 0,35
EURIBOR 1M 0,43
EURIBOR 3M 0,72
EURIBOR 6M 1,01
EURIBOR 9M 1,14
EURIBOR 12M 1,24



Da La NAZIONE
Il dibattito: è meglio essere di destra e andare con una escort, o è meglio essere di sinistra e frequentare un trans?

“Ciò che è accaduto a Marrazzo è terribile, conferma lo scadimento della lotta politica in Italia”. E poi il Cavalier Berlusconi, secondo quanto riporta Marco Conti del Messaggero, avrebbe parlato anche di “gogna mediatica”, di “un tritacarne, lo stesso dove sono finito io prima di lui”. E ancora: “Ciò che pesa in queste vicende è il massacro che subisce la famiglia. Io ne sono qualcosa”.



Shrinking dollar helps U.S. economy but sets off alarms overseas


By Anthony Faiola
Washington Post Staff Writer

Wednesday, October 28, 2009; 12:42 PM

LONDON -- The dramatic decline of the U.S. dollar is aiding the American economic recovery but setting off alarm bells overseas, with corporate executives, politicians and pundits calling it among the biggest threats to the rebounds underway in Europe and Japan.

Mounting concern abroad over the shrinking dollar is underscoring how exchange rates have emerged as a growing source of friction in the aftermath of the Great Recession, with many nations jockeying for the weakest currency to boost exports and protect their domestic markets from foreign competition.

The dollar has taken a steep tumble -- down 18 percent against the euro over the past 12 months, and more than 40 percent against the South African rand and Australian dollar -- as U.S. officials have effectively diluted its value, printing money and adopting near zero interest rates to jump-start the American economy.

The moves have sharply improved the U.S. trade deficit, as everything from American-made cellular phones to furniture suddenly become more competitive both at home and overseas while giving foreign manufacturers more incentives to create jobs in the United States. Leading analysts now say the severity of the current downturn in the United States as well as the unemployment rate would be markedly worse without the weak dollar.

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