domenica 15 novembre 2020

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA: AVVISO DI POSSIBILE SUICIDIO

 

CONTINUA IL MASSACRO DI JVAN BAIO



Al Presidente della Repubblica

Prof. Sergio Mattarella

Palazzo del Quirinale



Stimatissimo Presidente,

in considerazione del ruolo da LEI ricoperto di PRIMO MAGISTRATO D’ITALIA nonché PRESIDENTE del CSM, mi corre l’obbligo d’informarLA che a seguito di un palese caso di MALAGIUSTIZIA in corso presso il Tribunale di Siracusa, ho raccolto l’accorato sfogo di JVAN BAIO ed il proposito di porre fine alla sua esistenza.

Chi è JVAN BAIO ?

E’ un onesto italiano, ex dipendente delle Raffinerie ISAB – LUKOIL di PRIOLO GARGALLO - SR che ha commesso un solo grandissimo errore : ha denunciato e documentato traffici illeciti e attività mafiose all’ interno e all'esterno della raffineria dove lavorava, gia' audito in merito dalla COMMISSIONE ANTIMAFIA NAZIONALE presieduta dal senatore Morra.

Questa iniziativa, supportata da prove e filmati oltre che da un processo istruito dalla DDA di Catania, anziché generare un ovvio plauso da parte dell’ azienda e di tutta la collettività siracusana, ha portato all’ isolamento di JVAN BAIO da parte delle istituzioni, della stampa, della politica e delle Amministrazioni locali ai vari livelli oltre ad un costante MASCARIAMENTO E ISOLAMENTO che stanno devastando una famiglia ONESTA.



LEI signor Presidente conosce bene quella meravigliosa terra di Sicilia , bella, carica di storia e di monumentali bellezze; ma conosce purtroppo bene anche la MAFIA e i metodi MAFIOSI con i quali strappa o porta allo strazio la vita delle sue vittime.
Ma non sono soltanto i soprusi mafiosi ad incidere quelle anime ; in questi giorni un processo che si protrae da troppo tempo presso il Tribunale di Siracusa vede la verità distorta da strane commistioni e da omissioni e fatti che non hanno nulla a che fare con la GIUSTIZIA.

In questo caso, come lo fu per LEI, è una intera famiglia che vive da sette anni nello strazio indotto da comportamenti mafiosi fatti di minacce, di attentati verso di loro ormai privati della dignità di un lavoro, silenziati e isolati con atteggiamento persecutorio che non ha pari.
I signori LUCA VELLA (ex - collega del sig. Baio, tutelato dall'azienda ISAB LUKOIL che vanta un immunità' nel comprensorio siracusano che va oltre ogni tipo di ragione e legalità), CONCETTO CASSIA e MASSIMILIANO RIANI che dalla DDA di Catania sono imputati ex art.7 Legge ANTIMAFIA sono attualmente sotto processo; un processo che nulla ha a che vedere con i fatti specifici del signor JVAN BAIO, ma che, per tutelare la multinazionale del petrolio ISAB LUKOIL, sta prendendo una strana piega; come un messaggio che si invia a tutta la cittadinanza : chi denuncia perde ogni cosa ed e' abbandonato dallo stato italiano mentre chi e' denunciato e' tutelato ai piu' alti livelli, solo per non creare un precedente !

MI RIMETTO ALLA SUA SPECCHIATA ESPERIENZA DI GIURISTA ILLUSTRISSIMO PRESIDENTE MATTARELLA AFFINCHE' LA FAMIGLIA BAIO NON POSSA DIVENTARE L'ENNESIMO SCANDALOSO CASO ITALIANO.

SI EVITI CHE OLTRE A DIFENDERSI DALLA MAFIA SI DEBBA DIFENDERE DA CHI DOVREBBE TUTELARLI E PROTEGGERLI.

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