martedì 30 aprile 2013

UNA NAZIONE IN VENDITA DIFFICILMENTE RIUSCIRA' A SALVARSI


POLITICI SENZA DIGNITA' HANNO IN 30 ANNI CREATO LE CONDIZIONI PER LA SCHIAVITU'



C'è stato un tempo in cui la concomitanza di vari fattori permise ad un popolo per lungo tempo sottomesso d'assaporare gioie e benessere. Furono gli anni 60 e 70 del secolo scorso, quelli a ridosso di una guerra che generò disgrazie e distruzioni sicuramente inferiori a quelle subite dalla Germania e al Giappone. Ci sarà un motivo se i popoli di quelle due nazioni vivono oggi sicuramente meglio del popolo italiano. C'erano in Italia in quegli anni 60/70 politici probi se paragonati agli attuali, imprenditori affamati ed ingeniosi, leggi non paralizzanti. C'era la voglia di fare, di rischiare e d'industriarsi. Le banche facevano le banche; ovvero raccoglievano risparmio e lo prestavano a chi voleva investire e produrre sviluppo. Nonostante la carenza di materie prime, si conseguirono risultati pregevoli ancorchè inferiori alle vette toccate da quei popoli. Poi vennero gli anni 80 e sbocciò la malapianta politica parassitaria. Senza farla tanto lunga iniziò il  MAGNA MAGNA. Non che fosse un'invenzione; quell'arte, esisteva dalla notte dei tempi; ma negli anno 80 divenne rapina in grande stile. Non è per  caso quindi che un noto politico firmasse i suoi scritti con lo preudonimo GHINO DI TACCO. Peccato che il vero GHINO, figlio di TACCO, avesse validi motivi per darsi alla macchia ed imporre il pedaggio a Radicofani. Non ne ebbero i tagliagole del GHINO novello, ma gabellarono ugualmente salvo poi rivolgere l'attenzione alla cassaforte dello Stato. Lì l'intuizione fu talmente grande quanto deleteria e ancora attuale: spendere ..... spendere.... spendere e taglieggiare sulla spesa. Nasce in quegli anni il debito pubblico che, nel prosieguo, soffocherà l'Italia fino a ridurne il popolo in schiavitù.  E poichè l'ingegno non sparisce dall'oggi al domani,  quasi fosse gas che fuoriesce da un fornello acchè ruotando la manopola se ne interrompe all'istante il flusso, ma s'affievolisce come un muscolo non più avvezzo agli sforzi, oggi il ventre molle dell' ITALIA è alla mercè di tutti. E PADRI NOBILI di quell'impresa girano ancora nelle Istituzioni, fra gli accademici, nella politica a volte con velleità non sopite; danno addirittura consigli sul da farsi ! Oggi che di banchieri non ce n'è che un paio, ma abbondano i grandi finanzieri, oggi il paese è in vendita. Spigolando sul web, chè la memoria a volte non sovviene, il disastro è tale da spaventare chi ha messo al mondo una prole.

IL LUSSO MADE IN ITALY VOLA ALL'ESTERO

Prendo spunto dalla POMELLATO in questi giorni passata alla Kering di Pinault, dalla RICHARD GINORI storico marchio della porcellana acquisita dalla GUCCI già francesizzata, come lo fu BULGARI ed i CANTIERI NAVALI FERRETTI.

E che dire dei capitali esteri introdotti o in corso d'introduzione in TELECOM, in AUTOSTRADE e nella SARAS ( cui dedicherò apposita cura ). E le raffinerie della ERG dei GARRONE dove sono finite ?

Nel 2010 le operazioni “estero su Italia” come si chiamano nel gergo della finanza, erano state 83.

Nel 2011 sono in tutto 108  le acquisizioni tra grandi e piccole, per un controvalore totale di 18 miliardi di euro.

Bulgari finita a marzo 2011 al colosso mondiale del lusso Lvmh di Bernard Arnault per 4,15 miliardi di euro circa.

Parmalat, secondo gruppo agroalimentare italiano finito ai francesi di Lactalis per 3,7 miliardi di euro. Da notare che  contro quel prezzo d'acquisto in pancia alla Parmalat c'era una cassa di 1,4 miliardi. Quarda caso chi dette l'ok fu INTESA SAN PAOLO sul cui ponte di comando siedeva allora il fino a pochi giorni fa  ministro Corrado PASSERA. Quando si dice dei poteri forti sovranazionali !

E poi  Gancia e Ruffino per parlare delle eccellenze del mondo vinicolo, e la Edison e la BRIONI.

E i nostri politici ? Bhè, loro hanno un bel da fare nel dirimere come e con chi fare alleanze per governare l' Italia o meglio, quel che rimane.

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