lunedì 26 agosto 2019

DE DEMOCRATIA, DE OLIGARCHIA e dello STRATEGO


LA DEMOCRAZIA E' VERAMENTE ESISTITA ?



Quando nel 508 a.C. CLISTENE instaurò ad ATENE la democrazia la popolazione contava circa 300.000 anime. Di questi soltanto circa 50.000 adulti di sesso maschile, e che avessero adempiuto alla leva militare, potevano proporre leggi ed avevano diritto di voto. Questa forma di governo ebbe termine nel settembre del 411 a.C. col ritorno dell' Oligarchia.



In quell' epoca i RE erano la normale figura di governo.

Figura importante di quel fine-sistema fu Alcibiade, un politico ateniese, che fu anche stratego dell' esercito di Atene, e passò prima con gli Spartani, poi con i Persiani, per tornare quindi ad Atene e di qui fuggito in Frigia, dove venne assassinato , dopo la disfatta della spedizione ateniese in Sicilia che segnò la fine di Atene.


Già 2.500 anni fa campione saltafossi


L' OLIGARCHIA

Fu ed è una forma di governo fra le più diffuse ed attuali, checcè ne dicano tanti, caratterizzata dalla concentrazione del potere in mano a pochi soggetti. Se questo era concepibile ed ammissibile in popolazioni profondamente ignoranti, caratterizzate da analfabetismo diffuso e schiavitù usuale, il concetto risulta quanto meno astruso oggi. 

Per quanto in premessa è ovvia l' attualità del sistema, a meno che si voglia sostenere che il fatto di concedere ad libitum il diritto di voto basti a definire un sistema democratico.

Ed il termine ad libitum è quanto mai appropriato se solo si tiene presente che, specie nell' ultimo trentennio, si consente il voto solo dopo appropriata rivisitazione della legge elettorale.

Questa altro non è che il vestito cucito dagli oligarchi a loro misura, per la  massima conservazione nelle loro mani del potere.

Diverso sarebbe se, ad inizio legislatura e quindi in tempo non sospetto, volendo perseguire un disegno politico di diversa visione della struttura della società si disponesse la modifica di regole ritenute non democratiche ( poco rispondenti cioè all' interesse del popolo ).


L' IMPORTANZA DELLO STRATEGO


La valenza di PERICLE nella grandezza di Atene nel quinto secolo a.C. è riassumibile in una visione di lungo periodo, appunto STRATEGICA e non TATTICA : la grandezza sul mare avrebbe assicurato ricchezza, potenza e benessere per il popolo.


Quando nel 1994 Berlusconi scese in campo con una VISIONE STRATEGICA tesa ad evitare che il comunismo prendesse il potere dopo la disfatta della Prima Repubblica, da cui il PCI venne salvato da una MAGISTRATURA POLITICAMENTE SCHIERATA, al posto di un capace STRATEGO si circondò di nani e ballerine.

I resti della OLIGARCHIA democristiana, privata manu militari o per motivi anagrafici dei CAVALLI DI RAZZA di risibili CONVERGENZE PARALLELE ( ma che vorria dì )


dette luogo ad un ircocervo ( Animale favoloso, che partecipa della natura del capro e del cervo; fig., chimerica assurdità.), tutt'ora vivente, la cui maggiore caratteristica è il cannibalismo di Segretari e la coltivazione di nani e ballerine varie.

Senza mezzi termini dirò che risale a quel 1994 la nascita della 
OLIGARCHIA ITALICA MANIFESTA
caratterizzata dalla personificazione del partito a destra, con ovvia diversità per la sinistra ormai votata a SATURNO


Berlusconi ( Fini, Alfano, Toti ) è stato senza dubbio il più prolifico per capacità di scelta dei suoi generali.

Bossi ( grande allevatore di trote ) non fu da meno nella scelta dei suoi collaboratori finanziari; quasi al pari del sinistro  RUTELLI che addirittura si rivolse ad un magistrato per farsi derubare.

In effetti tutto lascia supporre che lo STRATEGO di turno, più che guardare ad una strategia di lungo termine, volgesse lo sguardo alla tattica per arricchirsi tanto e subito !


LO STRATEGO DI SALVINI

Nella verticistica visione degli odierni partiti di maggior peso, la figura dello STRATEGO assume una valenza determinante.

Il capo che decide da solo ( scherzosa allegoria di Giorgetti, credo assai aderente alla realtà  ) ha comunque necessità di un orecchio che sappia percepire, anche criticamente, gli umori della plebe. 

Anche se i più dotti amano definirlo EMINENZA GRIGIA, CONSIGLIORI o SPIN DOCTOR, la rappresentazione del profilo del Capo è quanto mai importante.

Non so chi sia lo STRATEGO di Matteo Salvini; certo è che la scelta di rosari, Madonne e Santi vari, nonchè di INNI PAPEETIANI deve essere stata un vero colpo di genio visto che oggi anche militari, Vescovi e prelati gli si sono schierati contro.

Di contro conosciutissimo e fortemente reclamizzato è lo STRATEGO
che oggi guida le scelte del Partito Democratico e del M5S

Nientepocodimenoche








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