giovedì 1 luglio 2010

PELLICCIARI Vs DI TOMMASO



PASSATA LA SBORNIA DEI COMUNICATI, PROVIAMO A RAGIONARCI SU.

Debbo dire che, appresa la notizia del viaggio promozionale a ABU DHABI, sono rimasto perplesso. Per carità, ogni occasione è buona, ma vendere vino all' ISLAM m'è sembrato come promuovere l'allevamento di canarini in Groenlandia.

Sarà la mia cultura latina, ma PRIMA FORTI IN CASA per me è un assioma.

E con ROMA alle porte quello dovrebbe essere il primo target. Se ogni romano ed ogni abitante dell' ex-AGRO ROMANO, distrutto dal TRIO DE LA MUERTE, consumasse mediamente cinque bottiglie di FRASCATI DOC l'anno non avremmo i resti per accontentare tutti.

Dunque le reti sono state gettate.

Dopo un DUCEnnio dedicato a " FRASCATI DELENDA EST " abbiamo perlomeno un SINDACO che qualche carta la sta giocando.

L'accordo con il SINDACO di ROMA, Alemanno, è importantissimo.

La collaborazione del commercio locale pure


Per fare tuttavia chiarezza, sarebbe opportuno disporre dei numeri relativi al fatturato romano e locale ad oggi, per poi confrontarli, dopo un anno, con i dati di periodo e con il plus del fatturato arabo se ci sarà. Non credo sia difficile produrre questi dati da parte del CONSORZIO DI TUTELA che vedo avviato sulla strada del FARE.

Altrimenti rimarrano soltanto chiacchiere propagandistiche!


E' scettico al riguardo PAOLO PELLICCIARI: fra un anno sapremo se a torto od a ragione, ma occorrono i numeri da subito!

da http://paolopellicciari.blogspot.com/


martedì 15 giugno 2010
IL FRASCATI SFIDA I MERCATI IMPOSSIBILI

SPECIALE: IL CONSORZIO DEL FRASCATI SFIDA I MERCATI IMPOSSIBILI


(www.enopress.it). Paolo Pellicciari, viticoltore frascatano d'eccellenza invia dal web un suo commento alla partecipazione del Consorzio del Vino Frascati alla Festa della Repubblica in un paese islamico - Cronaca di un esordio del Frascati in un Paese che vieta il consumo di bevande alcoliche - "Peccato - commenta Pellicciari - che si siano dimenticati la "porchetta" -

"Iniziativa per la promozione del vino di Frascati ad Abu Dhabi. Il vino di Frascati, scrive Pellicciari, proposto in un paese arabo contro l’ordinamento religioso che vieta la vendita dell’alcool. Nei paesi arabi l’alcool é proibito così anche il vino a contenuto alcolico non può essere importato ne commercializzato nei paesi arabi compreso Abu Dhabi.

"Di fronte all'incredibile notizia, li per lì, mi sono preoccupato, pensavo che gli imbottigliatori del Frascati avessero creato un nuovo prodotto dealcolizzato come previsto dall’OCM: Vino, per introdurlo nei mercati arabi. La conseguenza sarebbe stata distruttiva per i viticoltori frascatani, ormai alla "canna del gas", anche per l’indifferenza delle amministrazioni comunali precedenti e attuale. Altra conseguenza sarebbe stata il declassamento delle uve locali a favore di un prodotto "artefatto" e privo dei contenuti tradizionali.
"Invece ho compreso che con grande enfasi è stata "spacciata" una "bicchierata" per il ricevimento all’Ambasciata Italiana offerto dall' Ambasciatore Paolo Dionisi, che ha invitato anche una delegazione di Frascati in occasione della nostra Festa della Repubblica.

La delegazione guidata dal Sindaco di Frascati Stefano di Tommaso con al seguito l’Ass.re Attività Produttive del Comune Marco Romoli, e il presidente del Consorzio di Tutela del Frascati Mauro De Angelis con il solito codazzo di "gitanti".
«Alla manifestazione erano presenti le maggiori realtà imprenditoriali italiane, dall’alta moda alle eccellenze enogastronomiche italiane, tra cui il vino Frascati Doc. L’enogastronomia nazionale, ed in particolare quella di Frascati che diviene così un importante veicolo di promozione turistica.

Rammento a tutti che in Abu Dhabi si osserva la religione islamica che proibisce gli alcolici e la carne di maiale. I cittadini esteri possono detenere solo due litri di vino a persona, ovvero una modica quantità.

Non tutti sanno che, nel Mediterraneo, è in crescita la produzione di vino. Dopo anni di forti conflitti interni e nonostante l’opposizione dei gruppi religiosi integralisti, la produzione di vino nei paesi arabi dell’area mediterranea quali Algeria, Egitto, Giordania, Libano, Marocco, Tunisia e la Siria, sta conoscendo una vera e propria rinascita. In questi paesi si producono circa un paio di cento milioni di bottiglie di vino e circa il 30% della produzione è esportato in Europa. In Egitto la produzione è duplicata dal 2000 ad oggi ha raggiunto gli 8,5 milioni di bottiglie, tre quarti delle quali sono consumate dai turisti. Il Libano è da sempre un apprezzato paese produttore di vino mentre la Siria sta cominciando adesso. Nonostante le recenti incursioni militari di Israele, nel 2006 il Libano ha rivitalizzato la produzione. Anche se la maggior parte dei vigneti si trova nella strategica Valle della Bekaa, il fatturato in aumento. Nel Magreb, l’Algeria, un tempo il maggior paese esportatore, ha dovuto cedere il passo a Marocco e Tunisia. Comunque i tre paesi arabi, Libano, Marocco e Tunisia, restano ai primi posti con ben 13.000 ettari di vigneto con un’ottima produzione vinicola. Ancora oggi molti pensano che sia come all’epoca coloniale quando il vino sfuso salpava alla volta dell’Europa, ma non è più così". Oggi il Marocco ha una quindicina di Denominazioni d’Origine tra cui le più note sono Les Coteaux e Beni M’Tir.

Ciò significa, che i Paesi Arabi sono esportatori di vino e non importatori. Gli Arabi sono persone intelligenti in quanto promuovono i loro vini ai turisti occidentali limitandone drasticamente l’importazione."

«Per i nostri produttori - afferma Mauro De Angelis, presidente del Consorzio Tutela Frascati - è un Grande Onore avere la possibilità di presentare i nostri eccellenti vini in un contesto così importante e qualificato. Tanto da essere stati scelti a rappresentare l'Italia. Saremo presenti con il meglio della produzione DOC, confermando l’attenzione per i nuovi mercati e la vocazione internazionale di un prodotto che viene sempre più apprezzato in ogni parte del mondo».

"Na vorta", commenta Pellicciari e domanda: "Come si spiegano le giacenze? Come si spiega il taglio dei vigneti del Frascati? Come mai, molti imbottigliatori ancora non pagano le uve? Alla prossima vendemmia quanto pagheranno le uve coloro che hanno avuto il "grande" onore di presentare gli eccellenti vini in un contesto così "importante"? "

"Quelli che hanno avuto il "grande onore" si rendono conto che gli imbottigliatori hanno sottratto a vario titolo circa 20 milioni di € (dalle 130 mila al quintale di ieri al prezzo miserevole di oggi)

Quando saranno pagati? "
"Sempre quelli che hanno avuto il "grande onore" chiariscono forse ai consumatori che il vino contenuto incide soltanto dai 25 ai 35 centesimi di € per ciascuna bottiglia?!"

"Dalla "serie" come ti faccio li "sordi" con quei "fessi" dei frascatani.

E su questo, segnalo il totale disinteresse della politica frascatana al problema." Pubblicato da Paolo Pellicciari a 09.59 0 commenti

1 commento:

  1. Anonimo7.7.10

    I soldi spesi per andare a questa fenomenale manifestazione a quanto ammontano? Chi paga? Quante bottiglie hanno venduto ? Il Sindaco che ne dice ?

    RispondiElimina